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A scuola di sharing economy. Per portare l’economia della collaborazione dove serve

A scuola di sharing

di Omar Degoli

Si è conclusa la prima edizione del corso “A scuola di sharing economy”, un progetto promosso dal Comune di Milano e Airbnb e curato da Collaboriamo, che ha l’obiettivo di portare l’economia collaborativa verso un pubblico più ampio.

“A scuola di sharing economy” è un progetto del Comune di Milano e di Airbnb nato proprio per avvicinare alla sharing economy anche le persone mature e contribuire a rimuovere le barriere che ne ostacolano l’utilizzo.
Una ricerca condotta a luglio 2016 da Altroconsumo sulla conoscenza della sharing economy e il suo utilizzo nella popolazione over 45, ha messo in evidenza come quasi metà delle persone intervistate (il 47% del campione) non abbia mai sentito parlare del fenomeno, mentre tra quelli che lo conoscono, l’89% non abbia mai utilizzato alcun servizio. Le motivazioni per il mancato utilizzo variano dalla diffidenza verso l’uso dei pagamenti digitali (46%), ai timori legati alla necessità di avere rapporti con estranei (36%), all’incertezza su norme (21%) e trattamenti fiscali (9%).

Durante le due giornate di formazione e il mese di mentoring curati da Collaboriamo le 37 persone selezionate dal Comune di Milano (con un’età media di 52,5 anni, e di cui solo il 16% impiegati stabilmente nel mondo del lavoro) hanno avuto modo di informarsi sui concetti di base dell’economia collaborativa e hanno incontrato host delle piattaforme più note, amministratori di social street e start up legate all’innovazione sociale. Hanno anche mangiato in un home restaurant e reso possibile la proiezione di un film a tema “sharing” attraverso Movieday in una sala milanese. Ora il percorso è finito, ma il gruppo continua a riunirsi per scambiarsi opinioni sulle diverse esperienze e per dar vita ad altri progetti.

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Le barriere all’utilizzo dei servizi condivisi, all’interno del gruppo, erano diverse, ma come evidenziato anche dalla ricerca di Altroconsumo, la più importante di queste era la semplice mancanza di informazione. Prima ancora delle proprie paure è la non conoscenza il maggiore ostacolo all’utilizzo di molti servizi. Il solo entrare in contatto con  numerose realtà collaborative ha permesso a tutti i partecipanti di aprire una porta verso un nuovo pezzetto di mondo.

Anche la mancanza di fiducia negli sconosciuti, che per alcuni era emersa all’inizio corso come uno degli ostacoli più ardui da superare, si è molto ridimensionata alla prima esperienza pratica. Sia negli esercizi “virtuali” come l’organizzazione di un ipotetico viaggio realizzato attraverso piattaforme di sharing economy, sia in quelle più tangibili, come la cena organizzata su Gnammo, le paure sono evaporate rapidamente lasciando spazio a un grande entusiasmo.

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Il corso è stato giudicato utile sotto molti aspetti, e come si vede dalle risposte del questionario finale, è riuscito a indirizzare, pur con risultati diversi, quasi tutte le potenziali barriere.

Molti timori sono stati superati grazie all’esperienza diretta, agevolata dal percorso di mentoring. La cena condivisa, ad esempio, ha rappresentato per tutti la prima esperienza di social eating, e per molti la prima esperienza in assoluto di utilizzo di una piattaforma di sharing economy. Ha permesso al gruppo di conoscersi, di condividere esperienze, aspettative e prospettive, rendendo possibili gli sviluppi successivi. Il legame che si è instaurato tra i partecipanti è stato il miglior strumento di stimolo alla sperimentazione personale e di gruppo.
A un mese e mezzo dalla conclusione del percorso i partecipanti sono ancora impegnati in progetti comuni completamente autogestiti, come la pianificazione di una futura pubblicazione cartacea a tema sharing economy. Progetti in cui i bisogni da soddisfare sono poco sofisticati e molto concreti. Progetti che per approcci, obiettivi e visioni riflettono bene le storie e il vissuto di chi li propone. E’ bello accorgersi di non aver semplicemente accompagnato nuovi utenti verso l’utilizzo dei servizi della sharing economy, ma di aver anche generato dei potenziali nuovi interpreti della sua realizzazione.

Omar Degoli si occupa di sostenibilità ambientale in una associazione confindustriale. Appassionato ai temi dell’economia circolare, collabora con Aisec, Associazione Italiana per lo sviluppo dell’economia circolare e con Collaboriamo sui temi dell’economia collaborativa. Il suo blog è www.circulareconomyblog.com