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A scuola di sharing: la seconda edizione

A scuola di sharing

Si è conclusa la seconda edizione del corso “A scuola di sharing economy” che ha avuto come protagonisti associazioni e/o gruppi informali. “A scuola di sharing economy” è un progetto nato per portare l’economia collaborativa verso chi ne ha più bisogno, attraverso un format ripetibile e versatile ideato da Collaboriamo, grazie alla collaborazione con Airbnb e il Comune di Milano. L’obiettivo è diffondere conoscenza e consapevolezza rispetto alle opportunità che la sharing economy può offrire a persone che vivono in contesti complessi e disagiati, coinvolgendo chi non ne ha mai sentito parlare o che non è solito utilizzare i suoi servizi.

La prima edizione si era rivolta a cittadini over 45 per lo più inoccupati che hanno avuto modo di informarsi sui concetti di base dell’economia collaborativa in modo diretto e creativo con lezioni frontali, momenti pratici e workshop. La sfida era stata portare la sharing economy, nota per lo più ad un pubblico più giovane ed istruito, in un contesto più disagiato. La seconda edizione promossa da Airbnb in collaborazione con il Comune di Milano, Collaboriamo e Ciessevi ha, invece, avuto l’obiettivo di offrire alle associazioni strumenti utili per ripensare la propria attività in un’ottica innovativa ispirata al modello piattaforma. Il Terzo Settore con la sua ricchezza di attori e la naturale vocazione all’erogazione di servizi collaborativi, potrebbe beneficiare degli strumenti offerti dalla sharing economy, ampliando il pubblico di riferimento e diversificando al contempo l’offerta. Il modello piattaforma tipico dei servizi collaborativi se opportunamente sfruttato offre, infatti, l’opportunità a imprese sociali e ad associazioni di innovare i propri servizi o crearne di nuovi valorizzando e potenziando il concetto di comunità, partecipazione, fiducia e relazione.

Il corso è stato articolato in tre fasi principali: conoscenza, sperimentazione e mentoring. Dopo una fase introduttiva, in cui si è presentata la sharing economy e le sue caratteristiche, i partecipanti, attraverso strumenti del service design, hanno potuto mettere in pratica quanto appreso elaborando proposte di nuovi servizi o inserendo le proprie attività all’interno dell’offerta proposta da piattaforme collaborative. Durante la fase di mentoring, invece, le associazioni hanno realizzato un prototipo che è stato presentato durante la serata finale. La conclusione del percorso, avvenuta in una serata in cui ha partecipato l’Assessore Cristina Tajani e alcune esperienze moderate dal giornalista Giampaolo Coletti, ha visto le associazioni presentare i propri progetti pensati per aiutare a ridefinire le attività delle associazioni in un’ottica sostenibile e di lunga durata.

Quali risultati? Le associazioni si sono confrontati con nuove sfide ed esperimenti. Per esempio L’Orma ha lavorato all’ideazione di un luogo che recupera, rigenera e rimette in circolazione biciclette usate; Recup ha immaginato Recup Spot, un luogo che fa cultura sullo spreco alimentare organizzando eventi, laboratori di trasformazione del cibo, serate a tema. Ospitami ha pensato a SOS Superhost piattaforma che mette in contatto chi affitta la propria abitazione con esperti che possono supportare e migliorare la propria attività.

Altre associazioni, invece, hanno provato a immaginare di inserire le loro attività all’interno di grandi piattaforme. Per esempio Host&Co ha lavorato per costruire una rete di hosts, realtà sociali/ambientali e pubblica amministrazione per valorizzare l’offerta turistica locale; Aendo ha pensato di organizzare visite guidate diverse ed originali alla scoperta di Milano.

Prototipi che hanno generato entusiasmo sia nei partecipanti sia in chi è intervenuto alla serata conclusiva, e che sarebbe bello poter approfondire attraverso un percorso di fattibilità. Chissà, mai, che questo non sia l’argomento per una prossima puntata della scuola.