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Local to you la start up che abbatte i confini tra profit e non profit

Local to you

Tecnologie e servizi online stanno modificando sensibilmente la produzione alimentare, aprendo la porta a nuove filiere che aggregano in modo nuovo domanda e offerta e che sensibilizzano gli attori coinvolti nel processo, abbattendo i confini tra profit e non profit.

Local to you nasce dall’incontro del fondatore Benedetto Linguerri con tre cooperative sociali del settore che, sfidandosi vicendevolmente, hanno deciso di dar vita ad un’attività  e-commerce di prodotti alimentari, in grado di privilegiare l’inserimento lavorativo di personale in difficoltà. Local to you, infatti, vuole bilanciare e unire due obiettivi importanti: il profitto e l’impegno sociale. “Siamo degli aggregatori di domanda e offerta”, spiega Linguerri, “i nostri produttori sono per lo più cooperative sociali agricole biologiche, che riconoscono il valore formativo ed educativo del lavoro per le persone svantaggiate e a rischio di emarginazione sociale.” Local to you oltre a promuovere l’integrazione lavorativa, organizza le filiere abilitando le persone svantaggiate ad avere maggiore autonomia, come spiega Linguerri “Diamo molta importanza alla formazione dei fornitori conferendogli delle vere e proprie competenze gestionali o logistiche per far fronte alle richieste della domanda.”
Dal lato domanda Local to you aggrega communities sulla base dello stesso bisogno, coinvolgendo privati e anche communities già organizzate profilando, in questo modo, dei gruppi d’acquisto “Lavoriamo molto bene con le aziende che danno la possibilità ai dipendenti di ordinare sul nostro sito la spesa che viene poi recapitata direttamente in ufficio” chiarisce Linguerri, “senza la preoccupazione di doversi recare in negozio dopo il lavoro.” Per esempio tra le aziende che hanno offerto ai propri dipendenti la possibilità di creare un Gruppo d’Acquisto ci sono nomi come Granarolo, Lega Coop, Alce Nero e Mani Tese. La consegna della spesa in un solo luogo serve a garantire un prezzo equo per i gruppi d’acquisto che sia al contempo rispettoso del lavoro dei contadini, contribuendo così allo sviluppo dell’economia agricola.

A partire da queste innovazioni digitali sta nascendo un nuovo modo di approcciarsi al comparto alimentare, la filiera si sta diversificando, rinnovando strumenti tradizionali e specializzandosi in particolari produzioni innovative. Parallelamente, anche i luoghi fisici dei punti vendita dovranno essere ripensati per lasciare più spazio alle esperienze e alle emozioni. In futuro il mondo retail potrebbe subire una trasformazione, ridisegnando i canali di vendita e rinnovando le filiere. I negozi così come li conosciamo oggi si spopoleranno facendo nascere nuove tipologie di punti vendita, luoghi più esperienziali, di incontri, di degustazioni, integrati da servizi complementari come consegne personalizzate.