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Verso nuovi modelli di business

Dal p2p al b2p al b2b. Non è uno scioglilingua ma è come sta cambiando l’offerta di Sharewood, piattaforma italiana per la condivisione di attrezzature sportive. “Era il 2014, mi trovavo in Portogallo senza la tavola da surf “, racconta Piercarlo Mansueto, 25 anni, fondatore del servizio. “I negozi avevano esaurito le tavole in affitto e io rischiavo di perdermi delle onde bellissime. Così, quando ho visto un ragazzo uscire dall’acqua, gli ho chiesto in prestito la tavola. Ho surfato tutto il giorno, e con lui ho trascorso il resto della vacanza”. Da quell’episodio, l’idea: realizzare una piattaforma che permette agli sportivi di tutto il mondo di prestarsi la propria attrezzatura, conoscersi e condividere una passione. Uno storytelling, simile a quello di molte altre piattaforme di sharing economy, che però fa fatica a crescere e mantenere la sua promessa. “Ci siamo subito resi conto che il peer to peer costava troppo, e che non poteva essere il nostro unico modello di business”, racconta Mansueto “una piattaforma basata sullo scambio fra cittadini prevede che si costruisca un piano di marketing doppio – uno sull’offerta e uno sulla domanda – con un costo di acquisizione molto alto e non affrontabile da una start up italiana che ha un accesso limitati ai fondi”. Sono i negozi di noleggio di attrezzatura sportiva presenti sulla piattaforma a dargli l’idea. “I commercianti possono essere raggiunti anche offline senza costi pubblicitari,” spiega, “e inoltre si converte più facilmente perchè non è necessario spiegare le virtù del noleggio”. Una collaborazione vantaggiosa per entrambi: Sharewood amplia l’offerta, i negozi hanno a disposizione una vetrina digitale che altrimenti non avrebbero avuto. Ma non solo. Gli utenti che noleggiano le attrezzature, infatti, richiedono sempre più spesso attività sportive e i negozi suggeriscono di esporre le loro proposte. Così da marzo Sharewoond apre “Experiences”, una sezione che presenta attività sportive un po’ di nicchia prenotabili in Italia, Spagna, Portogallo e Francia. “Il prossimo passo è il b2b” promette Mansueto. “Integrare l’offerta con la domanda che proviene da agenzie di viaggio, i tour operator i grandi portali digitali”. E la narrazione iniziale? Che cosa resta della condivisione come mezzo per guadagnare qualcosa e creare nuove relazioni? “Quello rimane il sogno”, conclude Mansueto, “stiamo lavorando per farlo crescere, ma i tempi sono più lunghi. Quando saremo grandi sarà tutto più semplice”.

Articolo apparso su Nova24 – Il Sole 24Ore – il 25 febbraio 2018